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Proprietà privata • Death of a president • Ghost rider • L'albero della vita • Asterix e i vichinghi • Guida per riconoscere i tuoi santi
Proprietà privata Di Joachim Lafosse. Con Isabelle Huppert, Jérémie Renier, Yannick Renier. Belgio 2006, 105' *** Cronaca di un disamore familiare. Il padre non c'è, il divorzio è ormai lontano. Resta la madre – abbastanza giovane per non rinunciare definitivamente a rifarsi una vita ma non abbastanza giovane per crederci fino in fondo – e i due figli ventenni sospesi tra studi e disoccupazione (interpretati dai fratelli Renier). Il regista ha ambientato il film in Belgio senza ricorrere, come molti suoi connazionali, alla disperazione delle classi più povere, ma dando al quadro familiare appena un tocco di disagio sociale, quel tanto che basta a sostenere le ansie e le insicurezze dei personaggi. In un film implacabile come la vita, la disintegrazione della famiglia sembra già avviata nonostante la sua apparente tranquillità, e nessuno se ne rende conto. Quando la madre decide di vendere la sua bella casa fa esplodere la collera dei figli. Le liti si trasformano in insulti e odio, finché uno dei due ragazzi si rivela pronto a tutto pur di impedire l'emancipazione della madre. Più che promettente, Proprietà privata è un'opera prima entusiasmante.–Louis Guichard, Télérama ![]() Death of a president Di Gabriel Range. Con Hend Ayoub, Brian Boland, Becky Ann Baker. Gran Bretagna 2006, 90' * C'è qualcosa di folle nel mettere in scena l'assassinio di un presidente in carica, per costruire una teoria politica che si poteva presentare in modo più credibile e molto meno sensazionalistico. Il film è stato scritto e diretto dall'inglese Gabriel Range come se fosse una docufiction televisiva realizzata nel prossimo futuro in cui si ricostruiscono un attentato a George W. Bush e le sue conseguenze. Con il mondo in grande subbuglio, Bush è ucciso a Chicago, subito dopo aver tenuto un discorso di fronte ai pezzi grossi del mondo della finanza e degli affari. Appena insediato il nuovo presidente Dick Cheney sfrutta l'attentato per stabilire regole draconiane sulla sicurezza interna e perseguitare i musulmani. Range ha usato degli effetti digitali per adattare alla storia del materiale d'archivio con Bush e altri personaggi. Il risultato dimostra la sua grande familiarità con i film d'azione.–Peter Rainer, The Christian Science Monitor ![]() Ghost rider Di Mark Steven Johnson. Con Nicolas Cage, Peter Fonda, Eva Mendes. Stati Uniti 2006, 114' * A quarantatré anni Nicolas Cage è sicuramente troppo maturo per il ruolo di un supereroe Marvel. Eppure eccolo qui, con un parrucchino e degli addominali che sembrano ritoccati al computer. La sua totale stupidità fa di questo film un gustoso pezzo di bubblegum, molto probabilmente più apprezzabile in dvd durante una serata casalinga. Di giorno Cage è Johnny Blaze, uno stuntman che in motocicletta affronta sfide una più assurda dell'altra. Di notte si trasforma in Ghost Rider, costretto da Satana a vagare in cerca di anime da portare all'inferno. È lo scotto da pagare per un vecchio patto stretto con il diavolo per salvare il padre malato. Quando non si perde in assurde imprese sportive o appresso a peccatori da prendere per il collo, Johnny legge e rilegge una copia del Faust di Goethe, sperando di trovarci il modo per fregare il maligno. Ridicolo ma piacevole.–Peter Bradshaw, The Guardian ![]() L'albero della vita Di Darren Aronofsky. Con Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn. Stati Uniti 2006, 96' - Il terzo film scritto e diretto da Darren Aronofsky fa segnare una brutta battuta d'arresto nella sempiterna ricerca dell'immortalità. Questo film confuso e praticamente indescrivibile impiega Hugh Jackman in tre ruoli: quello di un conquistador nel Messico del sedicesimo secolo, quello di uno scienziato statunitense che vive ai giorni nostri e si chiama Tommy Creo (come criogenia, capito?) e quello di un astronauta del ventiseiesimo secolo. Tutti e tre in cerca del segreto della vita eterna. Se si pensa che il film è costato dieci volte di più dei primi due messi insieme, la delusione si trasforma in amarezza. –Philip French, The Observer ![]() Asterix e i vichinghi Di Stefan Fjeldmark e Jesper Møller. Francia/Danimarca 2007, 78' * Molto presto vedremo Clovis Cornillac partecipare ai giochi olimpici nei panni di Asterix. Nell'attesa il più celebre e irascibile dei galli torna sullo schermo in forma di cartone animato. Nel villaggio arriva Spaccaossix, smidollato giovanotto di Lutezia, nipote del capo. Il compito di Asterix è di trasformarlo in un vero guerriero gallo. Nel frattempo arriva dal nord una nave vichinga. Con qualche strizzata d'occhio alla modernità (l'ossessione per i prodotti bio, la passione per la techno o il piccione sms) il film risulta tuttavia troppo rispettoso della tradizione. –Ouest-France ![]() ANCORA IN SALA ![]() Guida per riconoscere i tuoi santi Di Dito Montiel. Con Robert Downey Jr. Stati Uniti 2006, 98' *** Il film di Dito Montiel è un'opera coraggiosa che nei suoi momenti migliori ricorda gli esordi di Scorsese e che ritrae, in modo vivido le mean streets di Astoria, nel Queens, durante la soffocante estate del 1986. –Lou Lumenick, The New York Post |
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