tutto è nato per caso..
stavo chattando con un mio amico..ed eravamo arrivati ad uno di quei punti in cui il discorso scema.Non so se qualcuno si ricorda la scena de "i corti" di aldo giovanni e giacomo, in cui vanno a prendere sotto casa aldo,e lui tarda a scendere perchè è bloccato da un'indigestione di peperonata? giovanni gli risponde se per lui fosse normale mangiare "torta di vaniglia e crauti"...
bene,eravamo arrivati a quel punto in cui,e per non far scemare il discorso ci siam detti se a pranzo avevamo mangiato torta di vaniglia e crauti,gelato pinolata e gorgonzola,zabaione con la senape,panino con la seppia...
ed è proprio questo lo scopo del post..
ma partiamo con ordine.
c'è stato un bel periodo della mia infanzia in cui il sabato lo passavo dai nonni.Alle 7.30 i miei genitori mi scaricavano lì perchè dovevano recarsi al lavoro.
Verso le 8 facevo colazione con mia nonna,una di quelle colazioni che solo le nonne san preparare: caffellatte col pane e pane con burro e marmellata.Intanto mio nonno si radeva e si metteva un dopobarba che sapeva di Denim e di benzna senza piombo,indossava il cappello e si recava all'Osteria al Tevere.
Io e la mia nonna verso le 9 uscivamo per andar a fare la spesa.Dopo quasi vent'anni ricordo ancora con precisione cosa comprava: pane all'olio ben cotto,pomodori scelti con cura tra altri migliaia che a me sembravano tutti uguali (...non so secondo che criterio li scegliesse; questo si,questo no,questo no,questo no,questo si..),latte intero, pecorino, 80 grammi di prosciutto crudo senza grasso (...solo le nonne hanno il coraggio di chiedere 80 grammi di qualcosa....).Finita la spesa lei doveva andar a casa a preparare il pranzo,quindi mi accompagnava all'osteria dove mi aspettava il nonno.

L'Osteria al Tevere era una di quelle vecchie osterie come ormai se ne vedono ben poche.Era arredata con il materiale di recupero di una vecchia motonave di linea.C'erano gli oblò e le perline di legno alle pareti.Il bancone era in formica color panna,e dietro al bancone c'erano delle enormi botti col vino,dal soffitto scendevno salumi appesi a stagionare,i tavoli erano in legno grezzo con delle sedie recuperate da chissà quale caffè astroungarico (...eh si,fno al 1918 noi eravamo impero austroungarico...) e faceva bella mostra di sè una vetrina con dei panini con polpetta,con crudo e formaggio,con la seppia,melanzane e zucchine impanate. I più affamati potevano ordinare un piatto di jota (tipica minestra locale a base di fagioli,patate e crauti),sgombri fritti o pi semplicemente una terrina di radicchio e uovo sodo.
Mia nonna mi lasciava all'ingresso.Aveva troppo riguardo ad entare.Mi diceva che in osteria ci vanno solo gli uomini o le donne ubriacone e di malaffare (lei le chiamava "strighe").
io scendevo i tre gradini che dalla strada portavano in ingresso, e tra l' odore di vino e MS che cararatterizzava il posto, mi dirigevo a colpo sicuro verso il tavolo di mio nonno.Mio nonno stava sempre al tavolo vicino alla finestra che dava sulla strada.Era intento a giocare a carte con un vecchio di nome Stelio,mezzo rincoglionito ma con degli occhi di un azzurro profondissimo.Giocavano sempre a briscola e a tressette e mio nonno segnava le vittorie con del gesso bianco su una lavagnetta di cui ogni tavolo era munito.Nonno Bepi era imbattibile a tressette,e che gran risate si faceva quando Stelio perdeva e tra una bestemmia e l'altra si calava giù un ottavo di vino rosso.
Quando entravo tutti i vecchi mi salutavano. "Ara,Bepi,xe rivà el tuo putèl","Cio' Bepi,el picio xe za quasi un ometto".
Io mi sedevo al tavolo con mio nonno.Poi arrivava Mariano, l'oste,sul metro e novanta,con i capelli bianchissimi,ancora atletico per l'età,due spalle enormi,che,con un sorriso enorme e scompigliandomi i capelli con le sue manone callose,mi diceva: "cossa vol per rebechìn (merenda) sto bel picio?"
Due minuti dopo arrivava il panino con la seppia.Si trattava di un semplice panino ripieno di seppia fatta in padella con pan grattato,aglio e prezzemolo...
...una bontà da 15.000 calorie...
Panino con la seppia e un bicchiere di aranciata è stata la merenda delle 10.30 per quattro anni buoni della mia vita.

Mangiavo con avidità la mia merenda,mentre nonno Bepi stracciava con una Napoletana di denari il povero Stelio.Mi domandavo sempre come faceva mio nonno a tenere dieci carte in quelle forti mani da ex contadino yugoslavo.Nemmeno l'inverno lo fermava.Con la bora a cento e la pioggia fredda che ti entrava fino le ossa,lui si sedeva vicino la grande stufa in maiolica (unica fonte di calore in quel posto) e giù di carte, bicchieri di vino e MS.E io sempre lì con lui,mentre Mariano mi serviva il solito panino.
Quando i troppi ottavi di vino rendevano precario l'equilibrio del signor Stelio,mio nonno mi prendeva per mano e assieme ci incamminavamo verso il pranzo che ci aspettava a casa.
il 13 febbraio 1991 mio nonno è morto
due anni dopo l'Osteria al Tevere ha chiuso e la suo posto ha aperto un ristorante cinese
nessuno ha più avuto notizie del signor Stelio
io non ho più mangiato panino con la seppia
ciao Bepi